Maria Grazia Tolomeo

Curatore de Palazzo delle Esposizioni di Roma

ha scritto di Cornelia Stauffer :

Inizia dal disegno Cornelia Stauffer, un disegno espressivo, rapido, sicuro a descrivere un corso d’acqua che si fa largo tra rocce, arbusti, cespugli, alti tronchi, adagiandosi poi tranquillo nel suo letto naturale o con tratto vivace, spezzato, sfumato a rivelare alberi ricchi di fogliami con l’acqua che diventa spumeggiante e veloce. Un altro disegno, a tratti più nervosi e rapidi, mostra l’acqua incunearsi con forza tra le rocce e violentemente abbandonarsi al suo destino, un altro ancora ne descrive i grovigli, i guizzi che la spingono a compiere un percorso obbligato, un altro mostra tronchi e arbusti che si incrociano e si chiudono al suo veloce passaggio. Il disegno dunque è alla base di un lavoro costante, assiduo, che nasce da una ossessione per i fenomeni della natura e dal bisogno di catturarne le variazioni. Minime, talvolta insignificanti, eppure portatrici di grandi trasformazioni, di violenti cataclismi. Se osserviamo la strada compiuta da Cornelia risulta costante   l’attenzione ai processi mutativi che coinvolgono le piccole cose con il loro riferirsi ai fenomeni universali. Un lento continuo riprodursi, mutarsi, pur nell’obbedienza alle stesse, eterne, leggi. “Percorsi vitali” si chiamavano alcuni lavori del 2000, pitture ad olio su legno,una serie di dipinti ognuno dei quali a se stante ma che mostrava di essere legato all’altro a formare un unico grande lavoro. Un filo sottile collegava e univa tra loro i dipinti dalle diverse sfumature cromatiche. La metafora è al mondo, alla nostra esperienza sempre più frammentata che non ci consente di conoscere che il particolare ma è anche metafora del cambiamento della nostra coscienza a confronto con la complessità. La pittura di Cornelia infatti è densa di riferimenti universali ma soprattutto di più intime emozioni. Oggi, in questa nuova serie, l’energia soffusa nei lavori precedenti, visibile nelle fragili, impalpabili, colorate stesure pittoriche, si è moltiplicata, espressa da una pennellata ampia, decisa, dai tratti veloci, a definire calde campiture attraversate da lampi di colori. Una intensa figurazione riappare dai nuovi tratti.  Dedicarsi alla pittura oggi è una precisa presa di coscienza sulle possibilità di questo mezzo. Dopo anni di sperimentazioni alla ricerca di nuovi linguaggi, più consoni a parlare della complessità del presente e a inglobare generi diversi, dalla musica al teatro fino all’uso del corpo stesso, o a descrivere i confini sempre più incerti dell’esperienza ma, soprattutto grazie alla conquistata capacità di accettare la forza di ogni linguaggio, la pittura è arrivata a riprendersi il suo spazio. In Italia il successo della Transavanguardia e  del graffitismo degli anni Ottanta hanno prodotto una pittura ostentata, violenta, che si è andata a mescolare con le tematiche e le immagini della cultura giovanile. La pittura si è risolta per lo più, in una narrazione, in un racconto che utilizza la storia e l’iconografia classica e si accosta senza pregiudizi alle nuove immagini della cultura popolare, dall’illustrazione ai fumetti. La tecnica, classica anche quella, spesso si serve degli ottocenteschi studi sulla luce, per attenuare o spostare l’attenzione da soggetti crudi, attuali, storie televisive, realtà metropolitane di malessere e disadattamento.


bibliografia di Cornelia Stauffer continua ...... pag2