Dagmar Schmidt

Consigliere Culturale dell’Ambasciata Svizzera

Ha scritto di Cornelia Stauffer :

Quanto tempo ancora?
Chiunque abbia sfogliato i giornali, acceso la radio o la televisione negli ultimi tempi, ha trovato un gran numero di articoli, che ci riportano molto vicino al ciclo pittorico di Cornelia Stauffer. Si è parlato dell’atterraggio su Marte effettuato dal rover della NASA “Opportunity” e della questione se su Marte ci siano, o siano mai esistite, forme di vita. La risposta è in relazione diretta con l’ipotetica presenza di acqua sul pianeta rosso: tracce nelle rocce dovrebbero rivelarci, infatti, che una volta grandi masse d’acqua ricoprivano la superficie del pianeta.
L’acqua è vita. Un messaggio questo che ci trasmettono anche i dipinti di Cornelia Stauffer. A destra e sinistra del corso d’acqua che attraversa il quadro dall’alto verso il basso vi sono alberi. Essi sono espressione di vita e, nel loro cromatismo, sembrano al tempo stesso indicare la qualità di quest’ultima; si spazia infatti da un colore vivo e sgargiante ad uno più spento,, cupo e dai toni grigi. Il corso d’acqua e gli alberi sono motivi ricorrenti in questo ciclo pittorico; il loro effetto cromatico segna l’intero ciclo.
La fugacità del tempo è il secondo messaggio attraverso il quale Cornelia Stauffer si propone a noi. Non solo i colori cangianti dello stesso motivo, ma in particolare il percorso segnato dall’acqua che si insinua fra gli alberi, lo rileva. Esso assume infatti la forma di una clessidra. “Clessidra” è anche il titolo che la pittrice ha dato al suo ciclo: il tempo scorre. All’inizio degli anni ’70 si è assistito ad una sempre maggiore presa di coscienza da parte di numerosi settori dell’opinione pubblica del fatto che le nostre ricchezze sono fondate su risorse esauribili. La crisi petrolifera del 1973/74 ha ulteriormente rafforzato la consapevolezza  che le risorse naturali del pianeta Terra non sono infinite. Ed è stato proprio in quegli anni che la tutela ambientale è divenuta un tema politico importante ed ha cominciato a permeare sempre di più vasti strati della società.
Oggi l’ecologia non è più un argomento promosso unicamente dai partiti “verdi”: la necessità di proteggere le risorse naturali rappresenta attualmente uno dei perni del dibattito politico. Sia a livello nazionale che internazionale si ammette che vanno create le condizioni in grado di garantire la “compatibilità ambientale” del nostro sviluppo.
Se all’inizio la tutela ambientale poteva essere considerata in contrasto con lo sviluppo economico, oggi si è fatta strada l’opinione che se non si ha riguardo dell’ambiente si rischia di distruggere il fondamento della nostra società. In occasione del vertice mondiale di Rio de Janeiro del 1992 è stato formulato il principio fondamentale dello sviluppo sostenibile che sancisce come assoluta priorità la questione ambientale. Tale principio è oggi alla base della politica internazionale sia nell’ambito del sistema ONU sia della Banca Mondiale, che della OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), e dell’OCSE(Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). “Globalizzazione e sviluppo sostenibile” sono stati anche tema del World Economic Forum di Davos di quest’anno.
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