Guardare oltre

Piccoli e tanti esserini in fil di ferro saldato. Provengono dal mio passato, anni 1985/86 quando dal fabbro davo forma tridimensionale ai miei disegni a matita. Li tenevo dopo tutti insieme nel cassetto di un tavolo di legno con lastra trasparente, li tiravamo fuori per giocarci.

Tanti anni dopo, nel 2017, per immaginare un’opera destinata al Parco archeologico dei Porti di Claudio e Traiano a Fiumicino, i frammenti li butto su questo mare di Juta, come esseri individuali, ognuno diverso, in un mare, nel Mare Mediterraneo.

Dapprima si muovono a caso e poi ecco emergere il grande viso. Il viso di tutti gli esseri umani, sparpagliati come schiumette in un oceano ma della stessa energia.

Gardare oltre. Oltre il momento, oltre la forma.